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Thermage è un metodo non invasivo che permette di ridurre e contrastare i danni cutanei riconducibili alla fotoesposizione, quali le rughe e la perdita del tono.
Thermage agisce grazie all'effetto termico cagionato dalla radiofrequenza sulla cute. L'impulso elettromagnetico appartiene allo spettro delle onde radio (da 6 a 250 MHz). L'effetto termico è condizionato dalla corrente elettrica che genera calore attraverso le resistenze del derma e del sottocute. La profondità e il grado dell'insulto termico sono correlati, oltre dalla conduttività cutanea, dalla geometria e dall'ampiezza del manipolo usato nel trattamento. L'effetto termico è giustificato in linea generale dalla legge di OHM: Energia (Joule)=I2xRXT dove I rappresenta la corrente,R l'Impedenza tissutale e T il tempo di applicazione.
Le tecniche di radiofrequenza sono usate da molti anni in ambito chirurgico/dermatologico nel trattamento di elettroessicazione ed elettrocauterizzazione. La tecnica di radiofrequenza non ablativa(NARF) THERMAGE THERMACOOL, grazie ad un condensatore di membrana, condiziona un applicazione volumetrica, uniforme ed intensa di calore a livello dermico. Il gradiente termico che si esprime garantisce il raggiungimento di una temperatura costante di 55-60 gradi distribuita in modo uniforme fino ad una profondità di 2,5 mm. La salvaguardia da un eventuale danno da ustione e la conseguente protezione epidermica è garantita dalla concomitante applicazione di un criogeno. La NARF si affianca alle tecniche di fotoringiovanimento non ablativo che utilizzano laser e luce pulsata.
Il meccanismo d'azione della NARF si esprime a livello dell'intima struttura del collagene e sulle cellule deputate alla formazione dello stesso, i fibroblasti. L'insulto termico determina, in fase iniziale un cambiamento della struttura delle fibrille di collagene con la conseguente alterazione della periodicità L'alterazione morfologica si esprime con la contrazione del collagene e le conseguenti significative variazioni della lunghezza e del diametro. Lo shock termico favorisce in tempi successivi la sintesi di nuovo collagene da parte dei fibroblasti, condizionando il rimodellamento cutaneo. Studi istologici eseguiti a 7 giorni dal trattamento non evidenziano danni necrotici tissutali, ne segni di infiammazione acuta. Erano osservabili, d'altro canto, discreto infiltrato perivascolare di cellule mononucleate accompagnato da un aumentata densità del derma superficiale e medio, fenomeno che sembra correlarsi alla contrazione immediata di collagene. L'aumentata densità del collagene è osservabile anche in reperti istologici a distanza di 4 mesi dall'applicazione accompagnate da una riduzione volumetrica delle ghiandole sebacee.

Il trattamento con NARF è in genere tollerato dal paziente. La sensazione generalmente descritta è di calore e di bruciore. Molti autori consigliano l'applicazione in occlusiva di un topico anestetetico(ELA-MAX nei paesi anglosassoni), un ora prima del trattamento, per alleviare la sensazione dolorosa. Le superfici laterali del collo, l'area mentoniera, e quella preauricolare rappresentano, per la mia esperienza personale, le zone in cui l'esperienza dolorosa è percepita, in alcuni casi in modo significativo. L'anestesia locale, in genere non è consigliata perché il liquido anestetico potrebbe condizionare l'impedenza tissutale alterando la distribuzione e l'effetto dell'impulso elettromagnetico. In uno studio multicentrico (Fitzpatrick et al) nel 10% dei pazienti trattati è stato eseguita anestesia tramite blocco nervoso.
Gli effetti collaterali generalmente sono assenti. In rari casi è stato segnalato eritema ed edema.La fugacità e il carattere transitorio di tali fenomeni non condizionavano l'attività sociale e lavorativa dei pazienti. Sono state descritte disestesie o parestesie in alcuni pazienti. Tale sintomatologia soggettiva aveva anch'essa il carattere della transitorietà e nella maggior parte dei casi si risolveva in alcuni giorni. Sono da considerare eventi eccezionali le ustioni superficiali (o,o8 dei casi). Tale fenomeno è riconducibile alla non corretta applicazione del manipolo. Nella mia esperienza personale su 60 casi trattati ho osservato una sola ustione di secondo grado superficiale che ha esitato in completa restituito ad integrum in 15 giorni . L'area della lesione coincideva grossolanamente con la superficie del manipolo (1 cm2). Un fenomeno osservato in rari casi è rappresentato dalla atrofia cutanea soprattutto a livello delle tempie. Tale fenomeno sembra dose dipendente e non si verifica con le potenze comunemente usate. E' da segnalare, infine, la comparsa di piccoli noduli immediatamente dopo il trattamento, accompagnati da edema localizzato. Le lesioni, anche in questo caso, sono di breve durata e regrediscono dopo sette -dieci giorni senza alcun esito.

Numerosi studi clinici suggeriscono l'efficacia della NARF. In uno studio multicentrico(Fitzpatrick et al.Laser Surg Med 2003;33:232-242) l'83% dei pazienti reclutati, dimostrava un miglioramento delle rughe perioculari. Tale osservazione clinica era accompagnata dall'innalzamento del sopracciglio nel 76% dei casi. In molti casi tale effetto "lifting" era supportato da un miglioramento dell'aspetto estetico della palpebra e soprattutto dall'aumento del tono cutaneo. Anche il terzo medio del viso ed il collo sono stati oggetto di studio. Ruiz Esparza (Dermat Surg 2003;16:37-40) ha osservato un miglioramento del tono cutaneo in 14 paz su 15 trattati. Erano evidenti dopo 1-3 mesi una maggior definizione del profilo mandibolare, un innalzamento delle guance con riduzione del solco naso-genieno, una netta diminuzione della profondità delle rughe del collo, un compattamento e minor lassità della cute a livello sottomentoniero. II miglioramenti ottenuti sembrano perdurare per almeno 18-24 mesi. Segnalazioni confortanti sull'efficacia di tale metodica sono state fatte da altri autori(Altser et al;Dermat Surg2004:503-507, Hsu et al;Semin Cut Med Sur 2003;22:115.123,Iyer et al;Cosmet Dermatol2003;16:37-40). Recentissimi studi dimostrano un miglioramento della zona periorbitale e delle palpebre inferiori,dopo trattamento con NARF (Ruiz-Esparza Dermat Surg2004;30.125-129. Lo stesso autore ha dimostrato che la NARF potrebbe rappresentare alternativa terapeutica nel caso di acne polimorfa.L'insulto termico condizionato dalla radiofrequenza avrebbe dimostrato effetto inibente la secrezione sebacea.(Dermatol Surg 2003,29:333-339). Thermage sembra rappresentare un efficace metodo non invasivo di media durata in grado di contrastare i segni del tempo.

Aricolo comparso su 'Ambulatorio Medico' Ottobre 2004














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