INFLUENZA DEL CAFFÈ SULLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI.
Per i consumatori di caffè i dati di questo studio non sono particolarmente confortanti.
Lo studio è stato condotto su 1.514 soggetti di sesso maschile e su 1528 soggetti di sesso femminile.
Il confronto di alcuni marker infiammatori sia in soggetti consumatori di caffè sia in soggetti non consumatori, ha evidenziato differenze significative.
Nei soggetti amanti del liquido nero, infatti i marker infiammatori erano nettamente più elevati (i marker valutati erano interleukina 6, proteina C, tumor necrosis factor, amiloide-A sierica e leucociti).
Recenti studi sottolineano una importante correlazione tra rischio cardiovascolare ed infiammazione. E il caffè cagionando un processo infiammatorio invisibile si confermerebbe un fattore di rischio per il cuore e per i vasi (purtroppo).
"Associations Between Coffee Consumption and Inflammatory Markers in Healthy Persons: The ATTICA Study," Zampelas A, Panagiotakos DB, et al, Am J Clin Nutr, 2004;80:862-867.
[indietro]
ULTERIORE CONFERMA DEI BENEFICI DELLA DIETA MEDITERRANEA.
Uno studio condotto su 8.685 maschi e 11.859 femmine sembra dimostrare che la dieta mediterranea abbia una funzione protettiva sulla pressione arteriosa. L'assunzione di olio d'oliva , frutta e verdura è inversamente associata al rialzo pressorio, diversamente una dieta con cereali, alcool, carne e derivati sembra condizionare, o meglio essere associata ad un aumento dei valori pressori, sia diastolici (minima) e sistolici (massima). Lo studio è stato condotto in Grecia.
"Olive Oil, the Mediterranean Diet, and Arterial Blood Pressure: The Greek European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) Study," Psaltopoulou T, Trichopoulou A, et al, Am J Clin Nutr, 2004;80:1012-1018)
[indietro]


IL CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA INFLUENZA LA DEMINERALIZZAZIONE OSSEA.
Uno studio condotto in Irlanda del Nord sembra dimostrare che l'alto consumo di frutta e verdura sia correlato ad una più alta densità ossea. L'ambiente alcalino favorito dall'ingestione di alimenti di origine vegetale sembra condizionare l'equilibrio acido-base e rallentare la demineralizzazione ossea.
"Fruit and Vegetable Consumption and Bone Mineral Density: The Northern Ireland Young Hearts Project," McGartland CP, Robson PJ, et al, Am J Clin Nutr, 2004;80:1019-1023. (Reprints not available. Address: Claire P. McGartland,
[indietro]

LA CARENZA DI ACIDO FOLICO PUÒ FAVORIRE LA DEPRESSIONE.
In uno studio condotto su una popolazione anziana di etnia latinoamericana (627 uomini,883 donne) si è osservato una alta incidenza di depressione nei soggetti con deficit di acido folico. Questa stretta correlazione interessava solo la popolazione femminile, mentre tale fenomeno non era significativo nei soggetti di sesso maschile.
"Plasma Folate Concentrations Are Associated With Depressive Symptoms in Elderly Latina Women Despite Folic Acid Fortification," Ramos MI, Miller JW, et al, Am J Clin Nutr, 2004;80:1024-1028.
[indietro]

L'ASSUNZIONE DI PRODOTTI DI ORIGINE VEGETALE PUÒ CAUSARE EFFETTI COLLATERALI DURANTE GLI INTERVENTI CHIRURGICI.
Nel 2000, negli Stati Uniti la vendita di prodotti di origine vegetale è stata notevole, con un giro d'affari che si aggirava su cifre attestate sui i 13 bilioni di dollari. Questi dati suggeriscono che almeno 60-70 milioni di americani fanno uso di un integrazione dietetica a base di prodotti da erboristeria. Nell'immaginario collettivo questi prodotti sono considerati "naturali" e quindi il loro uso essere scevro da effetti collaterali significativi. In realtà, molti prodotti possono causare reazioni avverse come sanguinamenti ed emorragie soprattutto in caso di intervento chirurgico. Predisposti a tali fenomeni sono i soggetti che assumono aciodoacetilsalicilico e warfarin , farmaci che interferiscono nei processi di coagulazione. I prodotti fitoterapici presunti responsabili sono lo zenzero, il ginseng e il ginko biloba, soprattutto se assunti ad alti dosaggi. In molti ospedali americani i medici consigliano vivamente l'astensione all'assunzione dei fitoterapici la settimana precedente l'intervento.degli stessi. Anche alcune piante piante potrebbero essere considerate a" rischio"per effetti collaterali di altra natura. Il Kawa-kawa può indurre fenomeni di fotosensibilizzazione a carico della cute. La valeriana può potenziare gli effetti sedativi degli anestetici. L'ecchinacea può rallentare la guarigione delle ferite e in rari casi condizionare epatite tossica, in associazione all'anestesia generale L'efedra ha causato aritmie cardiache anche fatali e disturbi a carico del sistema nervoso centrale. L'erba di san Giovanni, rimedio usato nella terapia della depressione, può interferire sulla concentrazione plasmatica di alcuni farmaci quali i calcio-antagonisti, benzodiazepine e lidocaina. Anche la camomilla può essere responsabile di sintomi paradossi quali insonnia ed agitazione. Le piante e i prodotti di origine vegetale hanno principi attivi ad attività farmacologica riconosciuta, d'altro canto per queste specifiche caratteristiche possono provocare eventi avversi.
"Dietary Supplements in Primary Care: Botanicals Can Affect Surgical Outcomes and Follow-Up," Ciocon JO, Ciocon DG, Galindo DJ, Geriatrics, September 2004;59(9):20-24. 42130
[indietro]

IL SUCCO DI POMODORO NELLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI.
Diversi studi suggeriscono l'importanza di un regime alimentare corretto al fine di prevenire alcune patologie degenerative. Alcuni lavori scientifici hanno sottolineato il ruolo protettivo del pomodoro nelle malattie cardiovascolari e la capacità di ridurre l'incidenza di eventi coronarici acuti e lo sviluppo di fenomeni aterosclerotici. In questo originale articolo apparso sulla prestigiosa rivista scientifica JAMA gli autori dimostrano alcune proprietà del succo di pomodoro. In 18 soggetti diabetici e in due soggetti con intolleranza agli zuccheri è stata valutata l'influenza di 250 ml di concentrato di succo di pomodoro sull'aggregazione piastrinica. L'aumentata aggregazione piastrinica favorisce I fenomeni di embolia e trombosi, facilitando quindi la riduzione del lume delle arterie coronarie e di conseguenza gli attacchi cardiaci. L'integrazione nella dieta di succo di pomodoro diminuisce l'aggregazione piastrinica nei soggetti coinvolti nello studio dopo 3 settimane di consumo regolare.
"Tomato Juice and Platelet Aggregation in Type 2 Diabetes," Lazarus SA, Bowen K, Garg ML, JAMA, August 18, 2004;292(7):805-806.
[indietro]

INFARTO CARDIACO. QUALI I FATTORI DI RISCHIO?
Fumo, aumento del colesterolo, diabete, ipertensione, stress, obesità, vita sedentaria, basso consumo di frutta e verdura e l'astensione dall'alcool. Lo studio ha coinvolto circa 30.000 persone di cui almeno la metà aveva vissuto l'esperienza di un attacco di cuore. La restante metà della popolazione studiata includeva volontari sani. I primi otto fattori di rischio sono conosciuti, l'ultimo fattore di di rischio potrebbe rappresentare oggetto di discussione.
"Cause of Most Heart Attacks Found: Researchers Say They May Know What Causes 90% of Heart Attacks," WebMD Health, September 13, 2004,
[indietro]

L'OBESITÀ INFANTILE E GIOCHI ELETTRONICI.
Anche i fattori ambientali giocano un ruolo importante nei disturbi dell'alimentazione.Parole chiave-obesità,fattori ambientali.- Questo studio condotto nella vicina Svizzera rappresenta un campanello d'allarme di una certa gravità. L'uso o meglio l'abuso in età infantile di giochi elettronici è associata ad obesità.
"Electronic Games and Environmental Factors Associated With Childhood Obesity in Switzerland," Stettler N, Signer TM, Suter PM, Obes Res, June 2004;12(6):896-903.
[indietro]

RUOLO PROTETTIVO DEL VINO ROSSO SUL CANCRO DELLA PROSTATA.
Buone notizie sul vino rosso. Uno studio che ha coinvolto 753 pazienti con una diagnosi recente di cancro alla prostata e 703 soggetti sani. Secondo questo studio il rischio di sviluppo per Ca alla prostata dimezzava nei pazienti bevitori di vino rosso, quando il consumo era nell'ordine di 4 o più bicchieri alla settimana. Il vino bianco, la birra e i superalcoolici non dimostravano alcun effetto protettivo. Il rischio diminuiva del 6% per ogni bicchiere consumato per settimana. Gli effetti benefici del vino rosso sembrano legati ad una sostanza anti-ossidante, il resveratrolo. Questo importante studio sarà pubblicato su International Journal of Cancer ed è stato condotto presso il"Fred Hutchinson Cancer Research Center" a Seattle.
"Red Wine Prevents Prostate Cancer," The Clinical Advisor, November 2004:16. 42374
[indietro]

IL RUOLO PROTETTIVO DEI ACIDI GRASSI POLINSATURI NELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI.
Gli acidi grassi polinsaturi omega3,( specialmente l'acido docoexenoico o DHA e l'acido eicosapentanoico o EPA)hanno dimostrato possedere effetti cardioprotettivi. Gli omega 3 hanno effetti antiaritmici, bassi livelli plasmatici sono associati ad alto rischio di fibrillazione atriale. In uno studio durato 10 anni su ben 200.000 soggetti ha evidenziato che un assunzione continua di EPA e DHA ha diminuito il rischio di almeno il 25% di morte per patologie coronariche. Un parametro particolare, l'indice omega 3 che valuta la percentuale di DHA ed EPA nei globuli rossi secondo altri autori potrebbe rappresentare un marker importante per la valutazione di un eventuale rischio cardiovascolare. L'integrazione nella popolazione adulta di omega-3, secondo gli autori degli articoli potrebbe rappresentare in futuro una priorità nazionale.
"Are Omega-3 Fatty Acids the Most Important Nutritional Modulators of Coronary Heart Disease Risk?" Harris WS, Curr Atherosclerosis Rep, 2004;6:447-452.
"The Omega-3 Index: A New Risk Factor for Death From Coronary Heart Disease?" Harris WS, von Schacky C, Prev Med, 2004;39:212-220.

[indietro]

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI ESTRATTI SECCHI DI FRUTTA E VERDURA.
Diversi studi scientifici suggeriscono l'importanza di un regime alimentare corretto al fine di prevenire patologie croniche e degenerative. Un elevato consumo di frutta e verdura sembra favorire una minor incidenza neoplasie e un minor rischio di patologie quali ictus e coronaropatie. La presenza di alti livelli di antiossidanti naturali nella frutta e nella verdura quali acido ascorbico, tocoferolo e carotenoidi prevenire I danni ossidativi causati da I radicali liberi , contribuendo a migliorare lo stato di salute. L'OMS raccomanda un consumo di 500-600 grammi di frutta e verdura al giorno ma il consiglio è spesso disatteso e frustrato dalle cattive abitudini alimentari. Un integrazione di estratti secchi di frutta e verdura potrebbe garantire un apporto di antiossidanti adeguato e finalizzato ad una strategia preventiva. Numerosi studi dimostrano l'attività dei micronutrienti estratti dalla frutta e verdura.
Numerose pubblicazioni a carattere scientifico sottolineano l'importanza di una supplementazione con concentrati di frutta e verdura fresca disidratati . I livelli plasmatici di vitamina C folati alfa-tocoferolo retinolo e beta-carotene aumentano in modo significativo dopo l'assunzione di questi micronutrienti, come d'altro canto si è evidenziato un aumentata capacità antiossidante nei pazienti trattati(Journal of nutrition 2003;133(7):2188-2193). I livelli di omocisteina, riconosciuto marker e fattore di rischio cardiovascolare si riducevano dopo quattro settimane di assunzione (Nutrition research 2003;23(9):1221-1228. Dopo un pasto ad elevato contenuto di grassi si assiste ad una immediata riduzione del lume di alcune arterie. Dopo 4 settimane di supplementazione con fitonutrienti gli effetti dannosi su tale fenomeno sembrano ridursi significativamente(Journal of the American College of Cardiology 2003;41(1):1744-1749).Alcune funzioni immunitarie negli anziani, tabagisti e non, vanno ad innalzarsi dopo integrazione con estratti di fitonutrienti, (Integrative Medicine 1999;2(1). 3-10)come d'altro canto è osservabile una riduzione del danno al DNA sui linfociti periferici sempre in soggetti anziani Nutrition Research 19999;19(10):1507-1518 . Ulteriori studi sono necessari per chiarire l'efficacia dei fitonutrienti sulla prevenzione delle malattie degenerative, d'altro canto questi dati sono incoraggianti e meritevoli di discussione.
"Fruit and Vegetable Consumption and Bone Mineral Density: The Northern Ireland Young Hearts Project," McGartland CP, Robson PJ, et al, Am J Clin Nutr, 2004;80:1019-1023. (Reprints not available. Address: Claire P. McGartland,
[indietro]













Torna all'Home Page