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LA PREVENZIONE DEL MELANOMA.
Cos'è un melanoma?
Il melanoma è un tumore maligno della pelle o delle mucose.Può insorgere su un nevo preesistente o svilupparsi sulla cute sana.
Cos'è un neo?
Il neo (o nevo) è un'anomalia della cute generalmente di colore scuro. Può essere rilevato o piano,comparire nel corso degli anni o essere già presente alla nascita.
Negli ultimi anni il numero dei melanomi è in costante aumento. La cura definitiva di questa grave patologia è possibile con un semplice atto chirurgico, soppratutto se il riconoscimento avviene nelle fasi più precoci.
L'osservazione da parte del paziente delle lesioni pigmentate ed un controllo annuale da parte dello specialista dermatologo, rappresentano gli strumenti più efficaci per la prevenzione nei confronti del melanoma.
Come controllare un nevo?
Esaminare i propri nevi grazie al conforto ed all'aiuto del dermatologo risulta un atto semplice. Per un corretto autoesame è sufficiente ricordare le prime cinque lettere dell'alfabeto:A B C D E
A come Assimetria: la forma irregolare, con una metà della lesione diversa dall'altra, depone per un nevo atipico
B come Bordi: in caso di bordi frastagliati e irregolari la lesione deve essere valutata da uno specialista.
C come Colore: Un colore molto scuro o non uniforme o qualunque modifica cromatica anche minima rende necessario il monitoraggio del nevo
D come Dimensioni: Un nevo di diametro superiore a 6 millimetri o che sia aumentato di dimensioni negli ultimi mesi rende opportuna e consigliabile una visita.
E come Evoluzione, Emorragia, Elevazione: In caso di modificazione dell'aspetto iniziale di un nevo, di un sanguinamento spontaneo senza traumi o di una elevazione dello stesso, anche se parziale, è consigliabile la valutazione da parte del medico specialista.
L'autoesame periodico dei nevi, rappresenta uno degli strumenti principali per individuare una lesione a"rischio". Una nuova metodica diagnostica chiamata microscopia in epiluminescenza (ELM), permette di integrare l'osservazione clinica fornendo un'ulteriore chiave di lettura interpretativa per la diagnosi e prevenzione. Con tale tecnica, il dermatologo può esaminare le micro-strutture dell'epidermide e del derma, la distribuzione del pigmento, l'architettura della lesione pigmentata, la natura della lesione e l'eventuale benignità o malignità della stessa. La lettura assolutamente indolore viene eseguita appoggiando sulla cute l'obiettivo di un microscopio particolare detto dermatoscopio.
Il dermatoscopio può essere ottico, con ingrandimento fisso, o utilizzare una telecamera a fibre ottiche collegata ad un computer (videodermatoscopio digitale) ad ingrandimento variabile. In questo caso è possibile riportare l'immagine dermatoscopica del nevo su un monitor ad alta definizione. Attraverso un particolare software, l'immagine del nevo viene memorizzata permettendo nei successivi controlli il confronto con le altre immagini della stessa lesione, valutando così ogni eventuale cambiamento, anche minimo.
Chi sono i soggetti a rischio?
Un controllo periodico annuale rappresenta il miglior atto preventivo nei confronti di questa temibile patologia. La prevenzione riguarda ogni persona ma alcuni soggetti dovrebbero essere seguiti con maggiore attenzione. In particolare , sono considerati a maggior rischio le persone con le seguenti caratteristiche:
Presenza in famiglia di uno o più casi di melanoma
Pregresso melanoma nel paziente esaminato
Presenza di numerosi nevi di forma e colore diverso nello stesso soggetto
Presenza di nevi congeniti di grandi dimensioni ( diametro superiore ad un centimetro)
Ripetute scottature solari subite in età pediatrica o nell'adolescenza.
False credenze e miti sui nevi
Non è vero che traumi e ferite trasformano il nevo in tumore: anche se sottoposti a traumi accidentali o ripetuti( tagli da rasoio, sfregamenti da cintura od altro) i nevi non sono passibili di trasformazione tumorale.
Non è vero che i nevi non vanno toccati in alcun modo("lascia stare il cane che dorme"). Un in intervento chirurgico di asportazione non rappresenta un pericolo per la vita della persona; anzi permette la valutazione istologica che conferma l'eventuale benignità della lesione asportata.
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