Anestesia e Rianimazione
Nausea e vomito postoperatori: utile l'elettroagopuntura.

Questa metodica sembra piu efficace della terapia farmacologica nella prevenzione della nausea e del vomito postoperatorio a seguito di chirurgia mammaria. Nelle pazienti che si sottopongono ad elettroagopuntura, il controllo e la diminuzione della sintomatologia appare significativo, rendendo il periodo di convalescenza post-operatorio molto più agevole. Gli effetti collaterali, in seguito ad elettroagopuntura sono assenti o di modica entità. L'elettroagopuntura sembra potenziare gli effetto dell'agopuntura, rappresentando una valida alternativa terapeutica sia rispetto la medicina tradizionale cinese, sia rispetto alla terapia convenzionale.
(Anesth Analg. 2004;99:1070-1075)
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Cardiologia: il pesce detta il ritmo.
L'assunzione di pesce alla griglia od arrosto sembra ridurre il rischio di fibrillazione atriale. Il pesce ripieno o fritto perde tali capacità protettive. Il tonno ed altri specie ittiche contengono elevati livelli di acidi grassi polinsaturi Omega-3. La fibrillazione atriale è l'aritmia di più comune riscontro nella pratica clinica, ed è particolarmente comune nell'anziano. Il consumo di pesce può dunque influenzare in senso positivo questo comune disturbo del ritmo, ma sono necessari ulteriori studi per confermarne le virtù terapeutiche e per valutarne i possibili meccanismi d'azione.
(Circulation. 2004;110:368-373)
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Patologia generale. Il fumo condiziona la guarigione delle ferite.
L'esposizione al fumo passivo compromette la guarigione delle ferite, probabilmente per la sua azione sui fibroblasti, cellule che giocano un ruolo chiave nella riparazione e nel rimodellamento tissutale. I fibroblasti rappresentano una linea cellulare deputata alla formazione del collagene. Nei tessuti dei fumatori passivi il fumo è infatti in grado di indurre cambiamenti strutturali su tali cellule, impedendone la migrazione nelle ferite. L'alterata motilità provoca l'accumulo dei fibroblasti sul bordo delle ferite. Tale fenomeno condiziona la formazione di fibrosi e cicatrici antiestetiche.Il fumo rappresenta una controindicazione relativa negli interventi di chirurgia plastica. Questi risultati sono stati ottenuti in condizioni che riflettono fedelmente le condizioni in vivo dei fumatori passivi.
(BMC Cell Biology 2004)
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Cirrosi virale: la vitamina K2 diminuisce il rischio di tumore epatico.
La cirrosi epatica rappresenta una patologia a rischio per lo sviluppo di Carcinoma epatico. Studi recenti dimostrano il ruolo protettivo della vitamina K nella cirrosi epatica virale in soggetti femminili. Il rischio di sviluppare carcinoma epatico, infatti, risulterebbe inferiore nei soggetti trattati con la vitamina per lunghi periodi. L'incidenza annuale del carcinoma epatocellulare è pari all'1,6% nei soggetti cirrotici trattati con vitamina K2, all'8,8% nei soggetti con cirrosi virale non trattati, e del 7,9% nella popolazione cirrotica generale.
(JAMA. 2004;292:358-361)
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DEPRESSIONE
Uno studio dimostra che un deficit plasmatico di folati è associato ad un alto rischio di depressione in soggetti anziani di sesso femminile. Tale correlazione non è dimostrabile in soggetti anziani di sesso maschile. L'assunzione di questa vitamina potrebbe svolgere un ruolo preventivo sulla comparsa dei sintomi della depressione senile.

Am J Clin Nutr, 2004;80:1024-1028.

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Effetti collaterali da farmaci. Malattia emergente.
In riferimento a due studi, uno italiano ed uno britannico emergono dati inquietanti sull'uso dei farmaci e sugli effetti collaterali.
Secondo uno studio italiano in un anno oltre 150.000 anziani vengono ricoverati presso strutture ospedaliere per gli effetti collaterali dovuti all'uso (o all'abuso) di farmaci(studio SOFIA fonte:www doctornews.it). Con l'avanzare dell'età aumenta il consumo dei farmaci e quindi anche l'incidenza di reazioni avverse. Il ricorso all'automedicazione sembra favorire questo fenomeno, soprattutto nei pazienti costretti al domicilio per malattie disabilitanti e impossibilitati a usufruire del servizio ambulatoriale. La studio ha verificato che i farmaci più usati sono i cardiovascolari. In questa categoria gli ACE-inibitori fanno la parte del leone, seguiti a distanza dai calcio-antagonisti e dall'acido acetil-salicilico a basse dosi. I farmaci per i disturbi gastro-intestinali sembrano assunti in maniera più significativa rispetto ai farmaci anti-infiammatori. Tra gli effetti collaterali più gravi e frequenti sono segnalati quelli a carico del tratto gastro-enterico (emorragie e/o perforazioni) e quelli a carico del rene (insufficienza renale acuta). Altri dati sono emersi da questo studio: non esiste alcuna differenza nel consumo giornaliero di farmaci nei due sessi;nel sud Italia il consumo di farmaci è inferiore rispetto al nord.
Uno studio inglese ( BJM 2004 Jul 3; 329:15-19. fonte. www.eurosalus.it) rivela dati altrettanto allarmanti. Il 6,5% dei ricoveri ospedalieri, in persone di età superiore ai 16 anni, è dovuto a reazioni avverse da farmaci. Il dato è sconfortante ed emerge da un analisi statistica su circa 20.000 ricoveri effettuati in sei mesi in due noti ospedali britannici. Una complicanza mortale ha coinvolto più del 2% dei soggetti ricoverati per gli effetti collaterali da farmaci. Secondo gli autori l'assunzione di farmaci nei pazienti osservati era sicuramente evitabile in circa un caso su 10. Secondo W.Osler il desiderio di prendere farmaci è una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dagli animali, ammalarsi per i farmaci ne rappresenta un ulteriore distinzione.
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Frutta e verdura nella dieta quotidiana.
Diversi studi scientifici suggeriscono l'importanza di un regime alimentare corretto al fine di prevenire patologie croniche e degenerative. Un elevato consumo di frutta e verdura sembra favorire una minor incidenza neoplasie e un minor rischio di patologie quali ictus e coronaropatie. La presenza di alti livelli di antiossidanti naturali nella frutta e nella verdura quali acido ascorbico, tocoferolo e carotenoidi prevenire i danni ossidativi causati da i radicali liberi , contribuendo a migliorare lo stato di salute. L'OMS raccomanda un consumo di 500-600 grammi di frutta e verdura al giorno ma il consiglio è spesso disatteso e frustrato dalle cattive abitudini alimentari. Un integrazione di estratti secchi di frutta e verdura potrebbe garantire un apporto di antiossidanti adeguato e finalizzato ad una strategia preventiva. Numerosi studi dimostrano l'attività dei micronutrienti estratti dalla frutta e verdura.

Numerose pubblicazioni a carattere scientifico sottolineano l'importanza di una supplementazione con concentrati di frutta e verdura fresca disidratati . I livelli plasmatici di vitamina C folati alfa-tocoferolo retinolo e beta-carotene aumentano in modo significativo dopo l'assunzione di questi micronutrienti, come d'altro canto si è evidenziato un aumentata capacità antiossidante nei pazienti trattati (Journal of nutrition 2003;133(7):2188-2193). I livelli di omocisteina, riconosciuto marker e fattore di rischio cardiovascolare si riducevano dopo quattro settimane di assunzione (Nutrition research 2003;23(9):1221-1228. Dopo un pasto ad elevato contenuto di grassi si assiste ad una immediata riduzione del lume di alcune arterie. Dopo 4 settimane di supplementazione con fitonutrienti gli effetti dannosi su tale fenomeno sembrano ridursi significativamente (Journal of the American College of Cardiology 2003;41(1):1744-1749). Alcune funzioni immunitarie negli anziani, tabagisti e non, vanno ad innalzarsi dopo integrazione con estratti di fitonutrienti, (Integrative Medicine 1999;2(1). 3-10)come d'altro canto è osservabile una riduzione del danno al DNA sui linfociti periferici sempre in soggetti anziani Nutrition Research 19999;19(10):1507-1518. Ulteriori studi sono necessari per chiarire l'efficacia dei fitonutrienti sulla prevenzione delle malattie degenerative, d'altro canto questi dati sono incoraggianti e meritevoli di discussione.
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Neurologia
Studi recenti sembrano dimostrare un efficacia terapeutica e preventiva della melatonina sui sintomi dell'emicrania. Il trattamento condotto per almeno tre mesi ha dimostrato una riduzione dei sintomi non inferiori al 50%, con un buon tasso di scomparsa completa degli stessi. La melatonina riduce anche l'intensità del dolore e la sua durata, nonchè il consumo di analgesici. Si attendono ulteriori studi che confermino l'attività di questa molecola.
(Neurology 2004;63:757)
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Scienza dell'alimentazione. L'invecchiamento salubre.
La dieta mediterranea migliora la sopravvivenza nell'anziano.
Nei soggetti di età compresa fra 70 e 90 anni, il rispetto di una dieta mediterranea e di uno stile di vita salutare è associato ad una diminuzione di più del 50% nella mortalità complessiva. Questo importante studio dimostra un importante relazione tra abitudini dietetiche,stile di vita e tasso di mortalità. In ogni caso, una dieta mediterranea ricca di verdure in combinazione con l'astensione dal fumo, con il consumo moderato di alcool e con almeno 30 minuti di attività fisica al giorno è associata con un tasso di mortalità significativamente più basso, anche in età avanzata. I comportamenti salubri, per svolgere un effetto protettivo, non hanno bisogno di essere estremi. E' stato dimostrato inoltre, che in molti disturbi metabolici dell'anziano, la dieta mediterranea è superiore, dal punto di vista preventivo, ad una dieta a basso contenuto di grassi.
(JAMA. 2004;292:1433-1439, 1490-1492)
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Ginecologia. Come ti prevengo il tumore.
L'esercizio moderato sembra ridurre in modo significativo gli estrogeni nel siero nelle donne in età post-menopausale, e pertanto potrebbe ridurre il rischio di tumore mammario. L'aumento degli estrogeni dopo la menopausa, infatti, secondo molti autori, rappresenta un fattore di rischio importante per lo sviluppo di un tumore mammario. Queste osservazioni potrebbero costituire uno forte stimolo per molte donne ad effettuare attività fisica in età post-menopausale. Non sono ancora chiari I meccanismi che determinano la relazione tra attività fisica e tumore mammario. L'ipotesi sostenuta dal presente studio presuppone un meccanismo che implica la riduzione del grasso corporeo mediante l'esercizio, ed in ultima analisi la riduzione della concentrazione di estrogeni circolanti.
(Cancer Res 2004;64:2923-2928)
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UROLOGIA: In crisi il mito del maschio italico grande amatore.
Defaillance e disturbi fra le lenzuola sembrano in aumento. I disturbi piu' diffusi si confermano l'eiaculazione precoce, che colpisce il 21,4% degli uomini, soprattutto sotto i 40 anni, e la disfunzione erettile (26,4%). A mettere a nudo i problemi sessuali degli italiani è un ampio studio sulla popolazione maschile del Belpaese, condotto dalla Societa' italiana di andrologia in collaborazione con l'Istituto Mario Negri di Milano, L'indagine ha coinvolto 20 mila uomini fra gli 11 e i 70 anni d'eta', che si sono sottoposti a una visita gratuita dall'andrologo nel corso di tre edizioni della" Settimana di prevenzione andrologica" dal 2001 al 2003. Il 21,4% soffre di eiaculazione precoce, il 26,4% di difficolta' d'erezione. Il 13,6% presenta anomalie del pene. Nel 28,2% degli 'under 40' e' stato riscontrato un varicocele, nel 52,9% degli ultrasessantenni un aumento del volume prostatico. Fra i 30 e i 39 anni sono sempre piu' diffusi problemi di fertilita'. Gli italiani lo fanno poco: il 52,7% degli intervistati ha 1-2 rapporti al mese, solo il 20% dei soggetti visitati riscatta parzialmente la figura dell'homo italicus con 2-3 rapporti alla settimana.
Gli uomini sembrano reticenti a parlare di sesso con lo specialista. Più di 3 persone su 4 tra gli intervistati erano alla loro" prima volta" al cospetto di uno specialista andrologo.
Da doctornews
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UROLOGIA: Carnitina migliora i sintomi dell'invecchiamento maschile.
La carnitina risulta maggiormente attiva del testosterone nel miglioramento dei sintomi dell'invecchiamento maschile come le disfunzioni sessuali, l'umore depresso e l'affaticamento, senza gli effetti collaterali dell'ormone maschile quali l'ingrossamento della prostata. Alcuni parametri come la funzionalità erettile sembrano migliorare con la carnitina in misura più significativa rispetto il testosterone. Gli effetti di entrambi i farmaci svaniscono con la sospensione della terapia, con ritorno ai valori di partenza in tutti i parametri considerati, ma a seguito della somministrazione di testosterone le dimensioni della prostata rimangono significativamente superiori a quelle di partenza anche 6 mesi dopo la sospensione della terapia.
(Urology. 2004;63:641-646)
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